E’ bella la Piazza “dietro al Comune” quella battezzata Piazza Caduti di Nassiriya. E’ bella soprattutto quando viene utilizzata per momenti culturali come la presentazione, ieri sera, del libro di Tommaso Anzoino “Storie di mezza giornata” edito da Antonio Mandese Editore.
Un briciolo di speranza ancora lo nutro che Villa Castelli possa essere “Città di Libri” oltre che di macchine e camion che non si imbottigliano in via Taranto. Ed è quello che l’Assessore alla Cultura Francesco Nigro, ieri sera, ha dichiarato: “Stiamo ripristinando la biblioteca”; fiat lux, non aspetto altro!
La serata patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Villa Castelli, con la collaborazione di Rocco Alò, ha visto l’intervento di Pietro Mita che tutti conosciamo come uomo politico impegnato sin dal 1968 e che molti ruoli ha ricoperto a livello locale e nazionale.
Tommaso Anzoino ha lasciato in queste “storie di mezza giornata” un testamento artistico. Una scrittura che mediante il flusso di coscienza, abbandona i fronzoli della lingua, i titoli, addirittura la punteggiatura, per arrivare a capofitto dentro il dipinto letterario. Un vortice di parole che ti portano alla meta e di suoni e immagini che ti fanno vedere i protagonisti delle sue “storie di mezza giornata” attraverso cui ricercare se stessi nella complessa umanità degli altri, i loro vizi, i destini colorati che la vita spesso di pone davanti. Le storie di mezza giornata sono una ricerca continua e metafisica dell’esistenza umana dentro un cammino semplice, di letteratura minore, che in questa dimensione trova la sua compiuta realizzazione.

Pietro Mita ricorda l’autore come “intellettuale di altri tempi che ritiene fondante, del suo ruolo, il rapporto con la città”. Anzoino morto nel 2021, all’età di 81 anni, è stato vicepreside dello storico Liceo Scientifico Battaglini e preside del Liceo Archita di Taranto definito dai suoi colleghi “volto mite e tollerante in una scuola severa e autoritaria. Appassionato di Pasolini fu un punto di riferimento a Taranto per la cultura e per gli insegnanti che volevano rinnovare la scuola”.
Il legame politico che l’autore ha vissuto con Pietro Mita e la famiglia Alò è stato quell’elemento che ha permesso l’arrivo di questa opera letteraria al pubblico, seppur striminzito, di Villa Castelli. Con l’auspicio che questa presentazione apra una consuetudine, confidiamo nel coraggio di quanti, associazioni e privati, vogliano utilizzare “la piazza dietro al comune” per far conoscere i propri capolavori.
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