Villa Castelli – Un paese senza Biblioteca è un paese che non ama la Cultura

Avrei dovuto chiudere questa tre giorni di Festival Biennale “Culturare 2022” con il resoconto perfetto di quello che di Villa Castelli è stato raccontato a Mesagne, durante lo Speech con i comuni partecipanti alla kermesse ma, sinceramente, non me la sono sentita.

Le belle parole a poco servono se poi fanno a cazzotti con la realtà. Nel nostro paese manca una Biblioteca Civica seppur ci siano migliaia di testi già disponibili o che si potrebbero reperire dai cultori privati.

Parlare di cultura senza avere, da anni, una progettualità su un luogo che la rappresenti, è quanto di più deleterio possa accadere, in una comunità che non ha quasi niente che la possa salvare.

Affidarsi a progetti privati di valorizzazione delle trazioni locali, senza essere collante per tutti ma semplice comparsa, è pericoloso e porta Villa Castelli alla morte. Tra qualche anno non rimarrà più nessuno che racconti della nascita del nostro comune perché non esistono custodi ufficiali della nostra storia, se non gelosi padroni di conoscenze che saranno intrappolate nelle tombe. Non potremo mai più, come non possiamo già da anni, rifugiarci nelle stanze dal tipico odore di pagine ingiallite, che pure un tempo sono esistite.

E lo diceva il Prof. Rocco Biondi, oramai 10 anni fa:

I libri sono amici per sempre, anche quando purtroppo la maggioranza di noi li ignora.

Son convinto però che sarebbe cosa buona ed auspicabile che nascesse una biblioteca civica in ogni Comune. Ma dovrebbe essere scontato che si dovrebbe contemporaneamente lavorare per inculcare in tutti l’amore per i libri e il desiderio di leggere. Altrimenti le biblioteche sarebbero destinate a rimanere depositi di carta inutilizzata. Ma i libri li si ama se si conoscono. E allora bisogna aprire le biblioteche e far conoscere i libri, a tutti.

Le amministrazioni pubbliche locali a loro volta dovrebbero destinare risorse finanziarie, spazi e personale per rendere fruibili le biblioteche. Altrimenti, come purtroppo avviene, sarebbero risorse sprecate e locali chiusi aggrediti dalla polvere.

Porto come esempio quello che succede a Villa Castelli (Brindisi), dove negli anni ho contribuito a far nascere una biblioteca comunale ed una biblioteca scolastica. Ambedue hanno avuto brevissima vita e sono ora chiuse. I libri però vi sono, ma ne viene ignorata la loro esistenza.

Si parla tanto di “rete” che dovrebbe unire e far funzionare tutte queste biblioteche. Ma purtroppo quasi sempre sono solo promesse “elettorali”, che vengono totalmente ignorate a elezioni effettuate.

Esistono poi tantissime biblioteche private, fornitissime e il più delle volte specializzate, che potrebbero entrare a far parte di questa fantomatica rete. Io per esempio posseggo una ricca biblioteca “generale”, con una specializzazione in libri sul brigantaggio politico e sociale, di cui tanto si parla in questi ultimi tempi.

Ma questi sono discorsi di pazzi e sognatori.

E io, zio, sono pazza e sognatrice e vedrai che un giorno ce la faremo!

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